Come eliminare le calcificazioni alla prostata: ecco l’unico modo per risolvere definitivamente il problema

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Introduzione

In questo articolo, esploreremo la causa delle calcificazioni alla prostata e forniremo una soluzione efficace per eliminare il problema.

Imparerai come apportare modifiche allo stile di vita, usare rimedi naturali e integratori.

Le calcificazioni alla prostata sono un problema comune tra gli uomini di tutte le età e possono causare sintomi fastidiosi come difficoltà nell’urinare, dolore e infezioni ricorrenti del tratto urinario.

Sebbene possano essere difficili da eliminare, ci sono alcune strategie che aiutano a farlo.

E’ possibile anche utilizzare delle tecniche di massaggio prostatico per alleviarne i fastidiosi sintomi.

La vera causa delle calcificazioni alla prostata

Le calcificazioni prostatiche sono spesso associate a prostatite, sindrome da dolore pelvico cronico e cancro alla prostata.

Questi depositi di calcio nella ghiandola prostatica possono bloccare le piccole sacche che secernono fluido nell’uretra, causando così un ristagno, che porta ad infezioni ricorrenti e di conseguenza all’aggravarsi del problema.

Le calcificazioni alla prostata rappresentano l’esito  di un processo di guarigione a seguito di infiammazioni ricorrenti: maggiore è la frequenza con cui il tessuto prostatico si infiamma, maggiore sarà il rischio di avere una prostata completamente disseminata di calcificazioni.

Ma perché la prostata si infiamma?

Il motivo principale risiede nell’alimentazione quotidiana.

Ci sono dei cibi che siamo ormai abituati a mangiare tutti i giorni, che rappresentano dei veri e propri “attivatori” dell’infiammazione.

In questo articolo ti dirò a breve quali sono.

L’infiammazione quindi causa il processo fisiologico che porta alla formazione dei cosiddetti “prostatoliti”, che avviene quando il flusso di sangue che attraversa il tessuto infiammato rallenta, depositando in quella zona dei sali, tra cui il calcio, di cui appunto sono composti i calcoli prostatici.

Si tratta di formazioni da non trascurare perché indicano che l’organismo è perennemente esposto a fenomeni infiammatori, quindi rappresentano un vero e proprio “campanello d’allarme”.

 

Come eliminare le calcificazioni alla prostata

Il metodo più usato (ma forse anche quello meno efficace, dato che non elimina le cause) è quello chirurgico.

In questi casi le calcificazioni vengono rimosse con un’ansa per elettroresezione transuretrale o con un laser ad olmio, soprattutto se causano difficoltà nella minzione.

Tuttavia, la chirurgia non può essere considerata la soluzione definitiva.

Infatti, se non si eliminano le cause alla radice del problema, con il passare del tempo si assiste di frequente a delle ricadute.

Dunque, prima di ricorrere alla chirurgia, sarebbe opportuno tentare la strada delle cure naturali, che sono ovviamente meno invasive e spesso hanno maggiori probabilità di successo.

La prima cosa di cui bisogna occuparsi se si vuol intraprendere la strada della cura naturale è imparare ad alimentarsi correttamente.

Un’alimentazione corretta infatti contribuisce all’eliminazione delle calcificazioni prostatiche.

Ma cosa vuol dire avere un’alimentazione corretta?

Per avere un’alimentazione corretta, prima di tutto bisogna eliminare i cibi altamente infiammatori.

Se vuoi sapere quali sono i principali, che sicuramente trovi ogni giorno sulla tua tavola, ti rimando alla lettura di questo articolo:

I 3 veleni mortali per la tua prostata che mangi ogni giorno

 

L’infiammazione è dunque il nemico da combattere

La presenza di citochine infiammatorie è coinvolta in tutte le patologie che colpiscono la prostata: prostatite cronica, sindrome da dolore pelvico cronico, ipertrofia prostatica benigna e cancro alla prostata.

Le citochine sono cellule a basso peso molecolare, prodotte dalle cellule del sistema immunitario, in particolar modo da monociti e linfociti T, ma anche da cellule endoteliali e fibroblasti.

Esse svolgono il ruolo di messaggeri chimici ad elevata specificità e agiscono sulle cellule bersaglio, grazie alla loro affinità con i recettori di membrana cui si legano per entrare all’interno della cellula.

Le citochine sono, quindi, molecole di segnalazione cellulare che favoriscono la comunicazione tra cellule, dirigendosi verso le aree soggette a infiammazione, infezione e traumi.

L’interazione fra cellule infiammatorie e citochine porta allo sviluppo dell’infiammazione.

 

La prevenzione è fondamentale

Modificare la propria alimentazione ed il proprio stile di vita sono punti essenziali nella prevenzione.

Bisogna limitare il consumo di cibi industriali e zuccheri raffinati, prediligendo alimenti freschi e poco lavorati.

Gli integratori a base di bioflavonoidi (bergamotto, quercetina, etc.) sono ottimi per ridurre lo stato di infiammazione dell’organismo.

Altri integratori possono essere molto utili nella prevenzione e anche nell’eliminazione delle calcificazioni alla prostata.

In particolare, la vitamina D svolge un ruolo importantissimo nella gestione dei depositi di calcio nell’organismo.

Il cloruro di magnesio e la vitamina K2 sono ottimi, soprattutto se assunti in sinergia con la vitamina D, in quanto favoriscono l’eliminazione dei residui di calcio dai tessuti molli (prostata).

 

Massaggio prostatico per alleviare i sintomi dovuti alle calcificazioni

Il massaggio prostatico è una tecnica utilizzata per alleviare i sintomi della prostatite cronica, tra cui la presenza di calcificazioni prostatiche. Esistono diverse tecniche di massaggio prostatico, ma qui di seguito ne descriverò una possibile.

Prima di iniziare, è importante lavarsi bene le mani e utilizzare un lubrificante a base d’acqua. Inoltre, se hai una condizione di salute preesistente o sei affetto da una infezione acuta alla prostata, dovresti consultare il tuo medico prima di provare questa tecnica.

Per eseguire il massaggio prostatico, è necessario assumere una posizione comoda, come quella della posizione accovacciata o quella in ginocchio con le braccia appoggiate su un tavolo o un letto.

Dopo aver indossato un guanto medico sterile, l’operatore lubrifica l’indice e lo introduce delicatamente nell’ano, fino a raggiungere la prostata. Una volta localizzata la ghiandola prostatica, l’operatore esegue una serie di movimenti circolari e delicati, applicando una leggera pressione sulla prostata per stimolarla.

Durante il massaggio, potresti avvertire una sensazione di piacere o di dolore, a seconda del grado di infiammazione o calcificazione della prostata. Tuttavia, la sensazione di dolore dovrebbe essere sempre controllata e non eccessiva.

Il massaggio prostatico può essere eseguito per diversi minuti, in base alla tolleranza dell’individuo e alla quantità di calcificazioni presenti nella prostata. È importante sottolineare che questa tecnica dovrebbe essere eseguita solo da professionisti qualificati, poiché un uso improprio può causare lesioni o infezioni.

Inoltre, il massaggio prostatico non è una cura definitiva per le calcificazioni prostatiche e dovrebbe essere utilizzato solo come parte di un programma di cura più completo, che includa anche modifiche della dieta, terapia farmacologica, e attività fisica regolare.

 

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