Come viene la prostatite cronica? Ecco le vere cause

Quali sono le vere cause della prostatite cronica?

In questo articolo ti darò delle informazioni indispensabili che ogni uomo dovrebbe conoscere se vuole ritrovare e mantenere il benessere della prostata.

Ho impiegato molti mesi di studio per acquisirle e non è stato affatto facile.

Si tratta di alcune nozioni di biochimica che mi furono utilissime nel mio percorso di guarigione e che ora sto per condividere con te in forma molto semplice e comprensibile.

Se seguirai ciò che ti svelerò nelle prossime righe, potrai annullare immediatamente l’effetto devastante di certi fattori sulla salute, che la maggior parte delle persone ignora.

Se riuscirai a contrastarli ti sentirai 10 volte più vitale e vedrai i tuoi sintomi regredire alla velocità della luce.

Le vere cause nascoste dalla medicina ufficiale

Analizzando il problema della prostatite dobbiamo ricordarci che stiamo parlando di un’infiammazione, quindi dovremmo prima di tutto definire questo fenomeno.

L’infiammazione è un meccanismo di difesa naturale del corpo, che viene messo in atto per contrastare l’azione di agenti patogeni esterni, al fine di ripristinare le normali funzionalità del tessuto colpito nel più breve tempo possibile.

Si tratta di un processo molto utile nel nostro organismo.

Il problema nasce quando questa condizione passa dallo stadio acuto a quello cronico, ovvero quando il processo infiammatorio resta in atto nonostante gli agenti infettivi che l’hanno attivato siano stati eliminati.

Cosa induce quindi uno stato infiammatorio nella prostata?

Studi recenti hanno scoperto una forte correlazione tra l’alimentazione e l’infiammazione.

Per fartela breve, il consumo di carboidrati insulinici altera l’equilibrio osmolare delle cellule e questa alterazione induce il fenomeno infiammatorio.

In particolare, l’insulina prodotta quando mangiamo i carboidrati insulinici aumenta la quantità di acqua nella matrice extracellulare ed obbliga le cellule ad attivare le pompe sodio-potassio.

Queste pompe permettono lo scambio del sodio e del potassio fra l’interno e l’esterno della cellula, al fine di ristabilirne l’equilibrio. chiamato appunto equilibrio osmolare.

Tuttavia, le frequenti modificazioni nell’assetto dei due sali inducono la produzione delle citochine infiammatorie.

Si tratta in sostanza di un meccanismo simile a quello che si attiva in presenza di agenti patogeni esterni, con la differenza che in questo caso l’infiammazione è auto indotta dall’organismo.

Proprio per questo diciamo che l’attivazione dell’insulina produce una simulazione costante dello stato infiammatorio.

Gli altri effetti negativi dell’insulina sull’infiammazione

L’insulina agisce anche su altri aspetti che producono l’infiammazione, cioè sull’istamina, sul grasso addominale e sul cortisolo.

Ora non voglio entrare troppo nel tecnico, ma è necessario utilizzare alcuni termini medici specifici per farti capire meglio certi concetti.

Se per caso qualcosa non ti è chiaro, ti ricordo che puoi chiedere delucidazioni lasciando un tuo commento in fondo all’articolo.

Istamina

L’istamina è una ammina biogena, particolarmente nota ai soggetti allergici, perché è un mediatore dell’infiammazione che porta appunto le reazioni allergiche.

La formazione di questa ammina biogena è causata da un fenomeno chiamato disbiosi intestinale.

Questo fenomeno si verifica quando la nostra alimentazione è costituita prevalentemente da carboidrati insulinici che inducono la fermentazione delle proteine nell’intestino e di conseguenza un’alterazione della flora batterica intestinale.

Quindi ancora una volta il consumo dei carboidrati ha degli effetti diretti sulla manifestazione dello stato infiammatorio, in questo caso dovuto appunto alla disbiosi che come abbiamo visto determina l’aumento dell’istamina.

Grasso addominale

Nuovi studi scientifici hanno dimostrato che un eccesso di grasso addominale induce uno stato infiammatorio perenne.

Le cellule del tessuto adiposo addominale sono chiamate adipociti. L’insulina agisce direttamente su di esse, trasformando gli zuccheri in grassi ed obbligandole ad accumularli.

Quando il loro accumulo raggiunge un certo limite si verifica la loro morte per sbilancio metabolico, a cui segue un attacco immunitario ad opera dei macrofagi per eliminare le loro scorie.

Questo processo libera nell’organismo una serie di sostanze che aumentano il livello dell’infiammazione.

Cortisolo

Sappiamo che questo ormone è indispensabile per ridurre lo stato infiammatorio dei tessuti, perché consente al sistema immunitario di ridurre la sua azione una volta eliminato un attacco esterno.

Tuttavia, quando perde la sua circadianità, può diventare un serio problema.

Per fartela breve, quando mangiamo carboidrati assistiamo sempre ad un picco insulinico.

Nella fase successiva, quella del calo glicemico, il nostro corpo attiva il cortisolo.

Alla lunga però si può verificare un problema molto importante, cioè l’incapacità di modulare i livelli di questo ormone nell’organismo a causa dello sviluppo da parte del sistema immunitario di una certa resistenza.

In altre parole, successivamente ad un’infiammazione acuta il sistema immunitario deve essere distrutto per ritornare a livelli normali.

Tuttavia può succedere che esso si sia abituato alla solita “dose” di cortisolo ed abbia sviluppato appunto la “cortisolo-resistenza”.

A quel punto la “guerra”, che doveva essere una guerra lampo, quindi un’infiammazione acuta, si trasforma in una guerra di trincea, cioè in un’infiammazione cronica.

Quindi, mentre nell’infiammazione acuta i nemici sono i virus e i batteri, in quella cronica non c’è un nemico esterno da combattere.

Nel secondo caso però il sistema immunitario continua a danneggiare i tessuti infiammati.

Se l’infiammazione coinvolge un tessuto come la prostata darà origine appunto alla prostatite.

Purtroppo è impossibile per l’organismo attivare un’azione riparatoria quando è presente un’infiammazione, quindi in questi casi si verifica il cronicizzarsi della malattia.

Come contrastare il fenomeno dell’infiammazione?

Semplicemente cambiando alimentazione e stile di vita, evitando di mangiare quei cibi che contribuiscono a mantenere i tessuti infiammati.

E’ possibile anche aiutare l’organismo, integrando con degli elementi molto importanti, per facilitare la riparazione dei tessuti danneggiati.

A questo scopo si possono usare degli integratori come:

  • Omega 3
  • Vitamina C
  • Vitamina D
  • Melatonina
  • Rosea Rhodiola
  • Tribulus Terrestris

libro-metodo-prostagreen-21Se vuoi sapere come mettere in pratica immediatamente nuove abitudini per contrastare l’infiammazione della tua prostata ti rimando alla lettura del mio libro:

Come Ritrovare il Benessere della Prostata in 21 Giorni e Senza l’uso di Farmaci con il Metodo ProstaGreen 21”.

 

ATTENZIONE: se continuerai ad ignorare queste informazioni potresti andare incontro a conseguenze molto serie come l’impotenza!!!

 

Per il momento è tutto.

Spero che questo articolo ti sia stato utile.

A presto,

Giovanni

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